Vaccini. Bimba respinta all’asilo

E’ stata regolarmente accolta all’asilo, questa mattina, la bimba di Latisana (Udine) accompagnata ieri a scuola dalla mamma che rifiutava di firmare l’autocertificazione di avvenuta vaccinazione. Il suo legale ha presentato questa mattina la cartolina di invio della raccomandata con cui la signora ha chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria per la vaccinazione. La normativa prevede infatti che sia firmata l’autocertificazione di avvenute vaccinazioni o prodotta la prova di aver chiesto un appuntamento all’azienda sanitaria.

Il personale dell’istituto aveva già richiamato venerdì la donna, ricordandole l’obbligo di presentare l’autocertificazione. Ma ieri la donna ha riportato la figlia a scuola senza i documenti richiesti e, a fronte della nuova richiesta del personale di firmare i certificati, ha richiesto l’intervento di Carabinieri e Polizia locale che hanno solo registrato l’episodio.

“Lo avevamo spiegato ieri alla signora che aveva prodotto solo una lettera senza prova dell’invio di una raccomandata, di una pec o di un numero di protocollo”, ha aggiunto il sindaco che questa mattina ha contattato anche l’assessore regionale alla salute Sandra Telesca e gli uffici competenti. “Di sicuro l’asilo si è comportato in modo corretto, non poteva fare altrimenti perché ha delle responsabilità – ha concluso – La bambina non è stata né trattata male né allontanata, ieri è rimasta in asilo fino alle 13 in attesa che si delineasse la situazione”.

Lorenzin: “Non c’è caos vaccini, procedure chiarite”
“Vorrei dirlo molto chiaramente: non c’è alcun caos vaccini, il caos esiste solo in quei casi in cui non si vuole applicare la norma. Le procedure sono state chiarite, chi vuole mettere in regola i propri figli può farlo in qualsiasi maniera e c’è la volontà dell’amministrazione di venirgli incontro”. Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, tornata sull’argomento in un’intervista a Radio Monte Carlo, ospite del programma Primo Mattino.

“Purtroppo evidente che questa vicenda sia stata molto esasperata dalle strumentalizzazioni politiche e questo mi spiace davvero molto anche per il ruolo che le istituzioni dovrebbero avere”, ha aggiunto Lorenzin. E ha respinto al mittente le critiche sulle modalità organizzative, spiegando che il piano nazionale vaccini dello scorso gennaio nasce da un lavoro durato tre anni e molte regioni hanno già cercato di rendere obbligatorie le vaccinazioni proprio perché con le campagne di comunicazione non si riusciva a raggiungere le famiglie: “Di fronte all’urgenza, abbiamo deciso di intervenire tornando con l’obbligo della vaccinazione al passato, ma con mezzi moderni”.

Il ministro ha poi chiarito ancora una volta che il lavoro sulle fake news fatto con la polizia postale non censura, poich non riguarda i contenuti no-vax sulla rete, bens le notizie false che possono provocare allarme sociale. “Bisogna trovare metodi per impedire che diventino virali notizie totalmente infondate che possono scatenare il panico o addirittura avere un indice di pericolosit”, ha detto.
Fonte: rainews.it

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